Il silenzio della solitudine di Luigi De Giovanni


Evento organizzato in occasione della 14 Giornata del Contemporaneo  promossa da AMACI

IMG_2908Evento organizzato in occasione della 14 Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI
Il silenzio della solitudine di Luigi De Giovanni
A cura di: Federica Murgia – e20cult – Sutta Le Capanne du Ripa
Sutta le Capanne du Ripa Piazza del Popolo 21A e Studio 22 Piazza del Popolo 22 Specchia Lecce
Apertura Mostra:
13/10/2018 ore 10:00

L’evento è organizzato in occasione della 14 giornata del contemporaneo promossa da AMACI

e20cult – Sutta Le Capanne du Ripa

13 /25 ottobre 2018
Allestimento: Architetto Stefania Branca
Il silenzio della solitudine porta l’artista a riannodare i fili dei suoi pensieri per ancorarli nella memoria e farli riemergere nel momento creativo in climi che raccontano dialoghi interiori: angosce esistenziali o ricerca di sprazzi di aspettative che necessitano d’essere fissate per uscire dai tormenti. Grovigli di sensazioni s’incrociano in racconti che trovano le linee conduttrici in garze che, ricoprendo antichi intrecci di canapa o fili del ricordo, suturano le ferite del tempo che ha deluso i sogni. Per l’artista la ricerca dell’Io si fa urgente in pennellate e segni che vogliono ammantare lo smarrimento creato dagli eventi. Così i fogli si riempiono di filati e colori: di storie che sgorgano accavallandosi e saldandosi precipitosamente sino trovare la conclusione in una catarsi che porta Luigi De Giovanni a sprofondare nei meandri dei suoi turbamenti per ritrovarsi in sensazioni di pacato rasserenamento e di sottile gioia di vivere. I racconti si librano e i fogli prendono vita su stenditoi che attraversano lo spazio seguendo il ritmo di una brezza di speranza che va oltre il tempo per dare, finalmente, voce al silenzio della solitudine.
Attività collaterali
Alle ore 18:30 Reading poetico–letterario, degli autori de “Il Raggio Verde Edizioni, sul tema della solitudine.
Per informazioni
• Telefono: 329 2370646
• Email: lmfedeg@libero.it
• Sito Web: http://www.degiovanniluigi.com/

Anche l’artista Luigi De Giovanni è presente in mostra a Londra nella Royal Opera Arcade Gallery


Anche l’artista Luigi De Giovanni è presente in mostra a Londra nella Royal Opera Arcade Gallery

InvitoLondra

La pittura di LuigiDe Giovanni trova ispirazione nelle variegate sfumature della natura che l’artista interpreta poeticamente sino a coglierne l’essenza e lo spirito intrinseco. Nelle opere, realizzate “en plein air”, vibrano i colori che, diventati tracce dei pensieri, si materializzano in un susseguirsi di segni essenza dell’animo e della mutevolezza della luce. Luigi De Giovanni, Diplomato all’Istituto d’Arte di Poggiardo e all’Accademia di Belle Arti di Roma ha al suo attivo numerosissime mostre in Italia e all’estero.

Comunicato stampa
Itinerari: Firenze – Londra.
Rassegna di arti visive internazionale
Un incontro di gallerie fiorentine che presentano uno spaccato d’arte contemporanea, nella Royal Opera Arcade Gallery, prestigiosa location londinese.
Lunedì 21 Maggio 2018 alle ore 18:00, si inaugura, presso la Royal Opera Arcade Gallery di Londra, una grande mostra di artisti internazionali presentati dalla galleria Mentana di Firenze in collaborazione con Marina Volpi di Artexpertise di Firenze.
Tra gli artisti presenti in mostra Sergio Benvenuti, Luigi de Giovanni, Bianca Vivarelli
Opening: Lunedì 21 Maggio 2018 alle ore 18:00
La mostra sarà visitabile fino al 26 maggio 2018.
Indirizzo: Royal Opera Arcade (ROA) Gallery, 5b Pall Mall, St. James’s, London SW1Y 4UY, Regno Unito
Telefono: +44 20 7930 8069
http://www.galleriamentana.it/
galleriamentana@galleriamentan.it +39 3351207156

http://www.artexpertise-firenze.com
mvolpi.artexpertisefirenze@gmail.com 3420739665

MU.VE Museo di Arte Moderna Modigliana Personale di Luigi De Giovanni


MU.VE Museo di Arte Moderna Modigliana. INCLUSIONE CON L’ARTE

Sorgente: MU.VE Museo di Arte Moderna Modigliana

MU.VE

Museo di Arte Moderna

Modigliana

 

Inclusione con l’Arte

 

Stimolati dal clima spirituale del Natale che ci apprestiamo a festeggiare, a Modigliana (FC), mercoledì 6 dicembre 2017, nel salone <<Don G.Bossetti>> del Circolo Anspi <<IL CENTRO>>, alle ore 20,30 ci sarà la presentazione della mostra <<Inclusione con l’Arte>> promossa dalla Coop. Kara Bobowski. La serata proseguirà con la conferenza: <<Il Bell’Annuncio>> Riflessioni su Bibbia e Arte tenuta dal Prof. Giovanni Gardini vicedirettore del Museo Diocesano di Faenza – Modigliana.

Più attività per parlare di un unico tema riguardante la bellezza della spiritualità intrinseca nelle cose del creato e dell’ingegno, tangibile nel percorso di inclusione che termina con una mostra molto significativa sotto il profilo umano e sociale  in quanto fa emergere lo specialistico e affettuoso lavoro con  gli ospiti della Coop. Kara Bobowski, nonché la professionalità degli artisti che con umanità, affettività e donazione hanno guidato la realizzazione dei lavori dei ragazzi capaci di produrre opere molto interessanti e di donare calore umano privo di filtri.

Alle ore 21.30, presso i locali parrocchiali del MU.VE – Museo di Arte Moderna – si inaugurerà la mostra personale di Luigi De Giovanni che presenta opere riconducibili ai suoi paesaggi dell’anima. L’artista racconta percorsi tortuosi che si esaltano nella bellezza struggente degli argentei ulivi che trovando spazio fra i sassosi scorci del Salento sino a caratterizzarlo e a dargli quella spiritualità tipica della luce mediterranea. L’istintività che porta a cogliere l’essenza delle cose si trasforma in pennellate secche e spontanee che seguono le linee sino a cogliere la vibratilità della luce che nell’attimo rende la realtà. Luigi De Giovanni con la sua pittura fa un canto alla natura, esaltandone gli scorci in un concento di colori e nei contrasti a volte bruschi che sfumano in poetici toni sino a trovare il mare che riverbera luci d’inusitata bellezza o diradamenti di armonie cromatiche che danno  spazio all’immaginazione. Le opere in mostra parlano di una terra arsa, scolpita dal vento e dalle intemperie; dove gli ulivi contorti e nodosi raccontano la struggente bellezza del luogo e la sofferenza dei contadini che da sempre li hanno curati con amore sino a farli assumere le forme che incantano oggi. Pennellate veloci e incisive sono la trascrizione dei discorsi che De Giovanni fa con la natura sino a ritrovare l’Humus che l’ha nutrito e che gli fa percepire la spiritualità dei luoghi da lui amati e indagati. Dalle campagne arrivano i fiori spontanei delle composizioni floreali, che nella loro splendente e multicolore bellezza ripercorrono la caducità e la poesia della vita sino a diventare una riflessione con la spiritualità e il mistero del discorso fatto con i colori che, nel procinto del Natale, rendono il bello per ricondurre alla temporaneità delle cose del mondo: all’importanza dell’essere piuttosto che dell’apparire. Le opere presenti in mostra al MU.VE sono state create dall’artista in un crescendo emozionale che racconta lo spirito che alberga nei paesaggi salentini.    Federica Murgia

Dicembre 2017

 

 

 

“Firenze incontra Roma”


Galleria d’Arte Mentana di Firenze

Piazza Mentana 2/3r

In collaborazione con

Tornatora Art Gallery di Roma

Via del Serafico, 108/120

romafirenze2

Presenta

“Firenze incontra Roma”

Rassegna di arti visive contemporanee

Inaugurazione: Giovedì 10 settembre ore 18:00

Artisti in mostra:

Angela Audibert Beltramo, Anna Lisa Carta

Francesca Coli, Fabio Benedetti

Ida Coppini, Jacques Lamotte

Margaret Karapetian d’Errico – Antonio Lucarelli

Luigi De Giovanni, Lorenzo Romani

Ugo Di Pasquantonio, Renzo Sbolci

Annie Gheri, Vivien Schmidt

Arjun Ghosh, Audrey Traini

Francesco Gibertoni Barca, Bianca Vivarelli

Francesca Guetta

Marlene e Rolf Horn

Dal 10 al 29 settembre 2015

Ingresso Libero – tutti i giorni dalle 9:30 alle 19:00

Info: spaziotornatora@gmail.com

info: 348 4956182; 347 3695423

Cardboard Art


Galleria Mentana

Firenze

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Cardboard Art

ALESSANDRO MATTIA MAZZOLENI

VERNISSAGE è SABATO 17 Gennaio 2015 alle ore 18:00

ALESSANDRO MATTIA MAZZOLENI

e la sua Cardboard Art

a cura di Franco Maria Ilardo Chiara Letizia Coldorfei Carraresi Tuci

Iniziativa di adozione artistica finalizzata all’investimento in opere d’arte contemporanea

Iniziativa e regolamento disponibili sul sito dell’artista :

http://www.alessandromattiamazzoleni.it

Mostra personale

Le Cerniere Spazio -Temporali

“Omaggio ai Maestri Contemporanei”

Galleria Mentana

Firenze Piazza Mentana 2/3 R

17 Gennaio – 09 Febbraio 2015

La mostra sarà visitabile nei seguenti orari:

mattino: 11.00/13.00 – pomeriggio: 16.30/19.30

Domenica e Lunedì mattino chiuso

Sabato mattina su appuntamento

P.zza Mentana 2/3 r -50122 (FIRENZE)

Tel. 055.211985 – Fax. 055.2697769

http://www.galleriamentana.it

galleriamentana@galleriamentana.it

DIALOGO CON ALBERTO BURRI N°2

(da: Le cerniere Spazio-Temporali) Omaggio ai Maestri contemporanei

Smalto acrilico cartoni collage su tela stampata 2012 cm 68×78

INVITO AL VERNISAGE – SABATO 17 GENNAIO 2015 ORE 18.00

ART DIRECTOR Giovanna Laura Adreani

La mostra sarà visitabile fi no al 09 Febbraio

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Le vie dell’arte


leviedell'arteGalleria Mentana – Firenze

P.zza Mentana 2/3 r – 50122 (Firenze)

tel. 055.211985 – Fax. 055.2697769

http://www.galleriamentana.it

galleriamentana@galleriamentana.it

Le vie dell’arte

Inaugurazione: Sabato 8 novembre 2014 ore 18.00

La storica galleria d’arte Mentana,opera nel cuore del centro storico di Firenze, nell’omonima piazza tra il Ponte Vecchio e la galleria degli Uffizi. Oltre ad interessarsi di artisti storicizzati, la galleria si occupa in particolare di promuovere e divulgare nuovi talenti dell’arte contemporanea.

art Director, Giovanna Laura Adreani

Interno Galleria

Artisti:

Carlo Guidetti – (ITALIA) – Archeologia agricola – Digitale su pannello

Cornel Vana – (ROMANIA) – Concerto, olio su tela.

Yasuyuki Saji – (GIAPPONE) – Donna con abito rosso – Olio su cartone telato

Luciano Borin – (ITALIA) – Le amiche – Pastello su carta

Orario: 11.00/13.00 – 16.30/19.30

Domenica e lunedì mattina chiuso

Sabato mattina su appuntamento

la mostra sarà visitabile

fino al 30 novembre 2014

Viedell'arte

Viedell'arte1

i luoghi dell’anima 12×12


1 2 Diapositiva1Galleria D’Arte “Mentana”

P.zza Mentana 2/3 r-50122 (Firenze)

telef. 055.211985 – Fax. 055.2697769

http://www.galleriamentana.it

galleriamentana@galleriamentana.it

Inaugurazione: sabato 18 ottobre 2014 ore 18.00

i luoghi dell’anima

12×12

Gallerie In-Contemporanea

18 ottobre 2014 – 12 am – 12 pm

Saletta Mentana

Firenze

La storica galleria d’arte Mentana,opera nel cuore del centro storico di Firenze, nell’omonima piazza tra il Ponte Vecchio e la galleria degli Uffizi. Oltre ad interessarsi di artisti storicizzati, la galleria si occupa in particolare di promuovere e divulgare nuovi talenti dell’arte contemporanea. in questa particolare occasione indetta dalle 12 gallerie associate ANGAMC di Firenze e Prato, che prevede un’intera giornata dedicata all’arte moderna e contemporanea, ho il piacere di presentare due giovani artisti emergenti, Alberto Cecchini e Ghenadie Popic, ai quali faccio i miei più vivi auguri,

Art Director, Giovanna Laura Adreani

Interno saletta

Ghenadie Popic

Vista sull’Arno dal Ponte Vecchio, fotografia digitale Firenze, luogo contemporaneo capace di mutamenti nelle strade anguste e tortuose come all’epoca del Boccaccio, le vie di notte non più invase dall’ arroganza dei motorini diventano vivibili, borghigiane, Firenze svela la sua sapiente piccolezza e la statura del villaggio si riapre insieme alla sua grazia.

Firenze è una commistione incredibile di dottrina e di malizia dialettale.

Mi muove la fantasia questa città occulta, notturna, un agglomerato che nei secoli era destinato ad uscire dal sottosuolo, diventare una delle grandi città del mondo, ma prima, nella secolare infanzia, Florenzia, questa città che quasi non esiste nei testi e nei documenti latini è una città che sotto il suo splendore visibile nasconde secoli di arguto silenzio.

Alberto Cecchini

“Avvalendosi degli strumenti che la psicoterapia della gestalt utilizza per l’indagine, l’autoapprendimento e l’incontro tra luoghi interni e luoghi esterni, l’artista e Psicoterapeuta Alberto Cecchini, svolge un lavoro di consapevolezza dell’individuo attraverso un viaggio nel Sé che diventa arte e, in quanto arte, specchio del proprio mondo che si trasforma e si libera, rendendo all’opera i colori, le forme e la concretezza di un incontro scelto autenticamente.”

Il chiosco sul mare olio su tela cm 100×70

Orario: 11.00/13.00 – 16.30/19.30

Domenica e Lunedi mattina chiuso

Sabato mattina su appuntamento

La mostra sarà visitabile fino al 6 novembre 2014

Nell’ambito di:

12×12 Gallerie

In-Contemporanea

The National Association of Modern and Contemporary Art Galleries hosts a 12-hour art event on Saturday, October 18 that runs from 12 p.m. until 12 a.m. and extends across 11 galleries in Florence and Prato.

12×12 Gallerie In-Contemporanea is dedicated to sharing modern and contemporary art for a day by offering art lovers and collectors the chance to visit the diverse exhibitions showcased by each gallery.

Armanda Gori Arte

UOMINI E COSE

www.armandagoriarte.com

Galleria Alessandro Bagnai

VITTORIO CORSINI: REACHING THE LANDSCAPE

www.galleriabagnai.it

Galleria Frediano Farsetti

UMANI NON UMANI: CLAUDIO ABATE/CARMELO BENE/ MARIO SCHIFANO

www.galleriafredianofarsetti.it

Santo Ficara

ALESSANDRO MENDINI, FRANCESCO CABERLON, STILEMI MODERNI

www.santoficara.it

Eduardo Secci Contemporary

RICHARD DUPONT _ SELFIE

www.eduardosecci.com

Il Ponte

RODOLFO ARICÒ, GERMINATION OF AN IDEA 1964-1972

www.galleriailponte.com

Frittelli Arte Contemporanea

NANNI BALESTRINI – FUORI TUTTO

www.frittelliarte.it

Galleria d’Arte Mentana

CONFRONTO ASTRATTISMO-REALISMO

www.galleriamentana.it

Tornabuoni Arte

ESPRESSIONI CONTEMPORANEE

www.tornabuoniarte.it

OpenArt

PAUL JENKINS – THE SPECTRUM OF LIGHT

www.openart.it

Galleria Poggiali e Forconi

LUIGI GHIRRI – L’IMMAGINE IMPOSSIBILE

www.poggialieforconi.it

Galleria Poggiali e Forconi

Project Room

DANILO BUCCHI – MONOCHROME

www.poggialieforconi.it

FIRENZE

VIA MAGGIO, 51R

  1. (+39) 055283506

October 18 From 12 p.m-12 a.m

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“Forme e colori dello spirito”


castellocollettivaCastello Risolo

Piazza del Popolo, Specchia (LE)

Con il Patrocinio del comune di Specchia, l’Associazione Culturale “e20cult “ e la Casa Editrice “Il Raggio Verde SRL” presentano le personali in collettiva “Forme e colori dello spirito”. L’evento partecipa alla “Giornata del Contemporaneo indetta da AMACI, giunta alla decima edizione”

“Forme e colori dello spirito”

Inaugurazione: 10 ottobre ore 18,00

Saluti da:

Rocco Pagliara  –  Sindaco di Specchia            Giorgio Biasco   –  Assessore alla Cultura                                                                             Dott. Maurizio Antonazzo – Giornalista – (presenta la serata)                       Federica Murgia – Presidente dell’Associazione Culturale “e20cult” sezione di Specchia Dal 10 al 18 ottobre

L’Associazione Culturale “e20cult” e la casa editrice “Il Raggio Verde SRL” in collaborazione con il comune di Specchia che ha concesso il patrocinio e l’uso gratuito del Castello Risolo, in piazza del Popolo, promuovono una mostra di personali in collettiva dal titolo “Forme e colori dello spirito”.            L’esposizione avrà inizio il 10 ottobre e chiuderà il 18 ottobre, aprendo tutti i giorni dalle ore 18.00 alle 21,00.                                                                           Nella Giornata del Contemporaneo indetta da AMACI, giunta alla decima edizione, 11 ottobre 2014, la mostra rimarrà aperta dalle ore 10,00 alle 12.00 – dalle 16,00 alle 21,00. Nella stessa giornata, nella sala conferenze del Castello Risolo, si terranno degli incontri, dove gli artisti e gli esperti d’arte discuteranno di ’”arte e dei luoghi dell’arte”.                                                                   Ciascuna sala del Castello Risolo di Specchia si animerà dei racconti delle opere di artisti che, pur esprimendosi con diversi linguaggi dell’arte, riescono a far emergere il loro spirito e il loro personale modo di avvertire il mondo e le vicissitudini della vita. Per l’occasione ci saranno personali di: Ute Bruno, Mimmo Camassa, Luigi De Giovanni, Kristine Kvitka, Laura Petracca, Andrea Ritrovato, Roberto Russo, Ada Scupola, Gianni Scupola.

L’esposizione, occasione per la partecipazione alla decima edizione della Giornata del Contemporaneo indetta da AMACI, servirà anche a far conoscere l’edificio quale location espositivo.

Inaugurazione: 10 ottobre ore 18,00

Sabato 11 ottobre 2014, Giornata del Contemporaneo,

dalle ore 10:00 alle ore 12:00 – dalle ore 16,00 alle ore 21,00

Tutti gli altri giorni dalle ore 18,00 alle 21,00

info:

Cell. 3292370646     –     3279583790

info@e20cult.it – lmfedeg@libero.it

http://www.e20cult.it/

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Individuazioni Internazionali anche Luigi De Giovanni


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Galleria D’Arte Mentana

P.zza Mentana 2/3 r – 50122 (Firenze)

telef. 055.211985 – Fax. 055.2697769

http://www.galleriamentana.it

galleriamentana@galleriamentana.it

Individuazioni Internazionali

inaugurazione: Sabato 20 Settembre 2014 Ore 18.00

La mostra sarà visitabile fino al 13 Ottobre 2014

La galleria d’arte Mentana di Firenze, dà inizio alla nuova stagione

espositiva con questa importante mostra dal titolo “Individuazioni Internazionali”.

La rassegna è curata dalla direttrice artistica Giovanna Laura Adreani ed ha come obiettivo la presentazione di artisti contemporanei di culture e provenienze geografiche differenti, che hanno in comune i fermenti e le innovazioni delle arti visive contemporanee. In parallelo alla rassegna Individuazioni, il giorno 11 Ottobre, la galleria Mentana parteciperà alla Giornata del Contemporaneo indetta da AMACI, associazione dei Musei Italiani, che coinvolgerà 26 spazi museali del nostro territorio. Questa occasione farà si che le opere in mostra siano motivo di segnalazione nell’ambito museale e del relativo data base del comitato scientifico.

Art director, Giovanna Laura Adreani

Artisti: Spazio Galleria (interno galleria)

Paco Seoane (Spagna)

Eva Sánchez Benítez (Spagna)

Frank Sisca (italia)

Fanny Horowitz (israele)

Irene Papini (italia)

Jack Ronnel (israele)

Alessandro Mattia Mazzoleni (italia)

Hilda Vidal (Cuba)

Artisti: Interno Saletta

“Saletta Mentana”

LUIGI DE GIOVANNI (Italia)

FRANCESCA GUETTA (Italia)

Norma DURE’ (Argentina)

MARIA ZASlAVSKAYA – ElENA PRIMASHOVA (Russia)

GIAMMARCO AMICI (Italia)

MARGARET KARAPETIAN (Iran – Italia)

ANNA LUISA ROMA (Italia)

La mostra sarà visitabile nei seguenti orari: 11.00/13.00 – 16.30/19.30

Domenica e Lunedì mattina chiuso

Sabato mattina su appuntamento

Un Natale reso speciale nella ricerca delle tracce di fede Il “Presepe vivente” nel Borgo antico di Specchia nel segno della devozione e della spiritualità: Natale 2011


Un Natale reso speciale nella ricerca delle tracce di fede
Il “Presepe vivente” nel Borgo antico di Specchia nel segno della devozione e della spiritualità: Natale 2011
Un attivismo generale aleggiava da giorni nel borgo e cominciava ad avvertirsi un clima che sapeva di mistico e di festoso. Nelle viuzze si studiavano le architetture per le scene del presepe vivente. Nella piazza un immenso braciere, colmo di tronchi, era nell’attesa della pira, forse per scaldare il Bambinello o per trarne le previsioni sull’andamento delle coltivazioni. Molti turisti vi giravano intorno immaginando la “focaredda”, le fiamme che ne sarebbero scaturite e soprattutto il tepore che avrebbe diffuso tutto intorno, tenuto conto delle temperature piuttosto rigide. Fui incuriosita da tutta questa vitalità. Cominciai a gironzolare nelle vie del centro storico riscoprendo le antiche costruzioni e la suggestione di suggerimenti di arie del passato.
I giovanissimi di AC, nella chiesa madre, avevano approntato un insolito bellissimo presepe. Avevano usato vari formati di pasta per gli edifici e i personaggi, mentre i chicchi di riso stavano al posto del muschio a creare delle superfici ghiaiose, bianche di neve e scure di ciottoli. Una capanna di lasagne, che accoglieva il Bambinello in una mangiatoia di pasta agli spinaci, la Madonna, San Giuseppe, il bue e l’asinello, tutti fatti di pasta di piccoli formati, erano illuminati da una flebile luce che dava delle suggestioni di trasparenze traslucide. Era un presepe che sapeva d’amore, devozione e di gioia di regalare un messaggio di fede. C’era una ricerca dello spirito che si ritrovava, anche, nelle “Tracce di Fede”, mostra allestita da Luigi De Giovanni, dirimpetto alla chiesa, Sutta le Capanne Du Ripa.
La sera del 25 dicembre, alla presenza delle autorità religiose e civili, si formava il corteo dei personaggi che andavano a posizionarsi nelle scene.
Dopo tanto lavoro, s’inaugurava il presepe vivente, dislocato nelle antiche stradine, che occupava le case dalle volte a stella e a botte.
Scelsi di seguire le fasi dell’inaugurazione alle porte di Betlemme, cioè dalla piazza degli artisti.
Attesi l’arrivo degli imponenti soldati romani che, per meglio rendere le situazioni, in alcune piazze, fecero dei duelli molto scenici. Indossavano le divise d’ordinanza, i mantelli rossi, elmi, lance e scudi rettangolari che mi fecero tornare in mente le formazioni di combattimento a testuggine, in uso nelle azioni di battaglia dell’antica Roma. Immaginai le conquiste e a quanto terrore veniva incusso alle popolazioni occupate.
I soldati bussarono alla porta di Betlemme attesero la risposta e quando l’ottennero si avviarono maestosi al loro campo.
Una folla immensa spingeva verso l’ingresso del presepe ma un servizio d’ordine, molto efficiente, regolava il flusso delle persone.
Finalmente arrivò il mio turno e così mi ritrovai in uno scenario che riportava a circa 2000 anni a.C. a Betlemme: nel suggestivo “Presepe vivente” del Borgo antico di Specchia.
I soldati romani si erano ormai acquartierati nel loro accampamento, accompagnati dalle loro eleganti matrone. Nello spiazzo c’erano ceppi di legno e fuochi accesi. C’erano i bambini, che con gli abiti che rispecchiavano il periodo rappresentato, si affaccendavano in varie mansioni e nella loro poetica innocenza ben interpretavano i ruoli assegnati. Con una padella per le caldarroste arrostivano i pomodori per metterli sopra a dei piccoli pezzi di pane, abbrustolito con una graticola, che poggiavano sul piano superiore di una vecchia botticella, per offrirli al pubblico che gradiva e ringraziava felice. Qualcuno mangiava con gusto delle “pittole”. Altri trasportavano degli arbusti dando una sensazione generale d’attivismo continuo.
Proseguendo mi ritrovai dal “Conza Limmi”, riparatore di terre cotte che, nel suo laboratorio, con una sorta di trapano chiamato qui “trapanaturo”, strumento a me sconosciuto, forava i pezzi di coccio per ricomporre antichi oggetti. Molto diligente mi appariva il suo aiutante che eseguiva con perizia i compiti assegnati. Non era possibile sostare a lungo nella scena perché la folla lo impediva perciò usci, attratta dalle voci degli addetti al censimento che, nella viuzza, invitavano i cittadini a registrarsi per la prima volta nella storia: molti firmavano lasciando traccia del loro passaggio.
Mi resi conto che andavo seguendo il flusso delle persone con curiosità crescente. Alcune volte non riuscivo a leggere le indicazioni esplicative, così entrai in una stalla poco illuminata, che sapeva di fieni e di lavoro. Scorsi un placido cavallino bianco, dietro ad un carretto, che assaporava la biada preparata con amore e curiosità giocosa da bambini felici d’usare strumenti appartenuti ai bisnonni.
Il clima degli ambienti mi pareva investito da un romanticismo insito nelle cose e nei profumi che si avvertivano. Era un racconto di vita dimenticata che, grazie alle scene del presepe vivente, veniva riscoperta e riamata.
Fra arcolai e telai si muovevano con sicurezza tessitrici di varie età che riuscivano a donarci un’atmosfera del passato che ci faceva riflettere sull’opportunità di riappropriarci degli antichi mestieri.
Era lo scatto tipico dei pettini all’opera che dava ritmo alle tessitrici che, dopo aver mandato con decisione la spoletta fra i fili, davano consistenza ad ordito e trama dei tessuti di canapa e lino grezzo che si andavano formando. Una sensazione di nostalgia m’investì per un mondo antico perduto, che mi appariva di grandissimo lavoro per le donne ma di gran fascino per le cose che riuscivano a tessere. Un inebriante profumo mi annunciò l’ingresso nell’osteria dove la scenografia appropriata era disturbata solo dall’eccessiva folla che spingeva per non perdere l’occasione di degustare il vino genuino accompagnato con assaggi di pietanze tipiche. Uscendo da qui un po’ ebbri ci s’imbatteva nella casa degli scribi, che forti dei loro strumenti di potere (inchiostro, penne e pergamene), erano intenti a svolgere la loro funzione e facevano riflettere sul significato dell’istruzione e della conoscenza nonché sulla fortuna, troppo spesso non compresa da molti giovani, di vivere in un periodo in cui non dovrebbe più esistere l’analfabetismo.
Alcune scene riguardavano le attività indispensabili per la vita che erano fatte, soprattutto, dalle donne che avevano, sin dai tempi remoti, dovuto impegnarsi facendo grandissimi sacrifici rivelatosi utili all’evoluzione dei costumi e degli stili di vita. Un balzo all’indietro nel tempo che ci ricordava come le nonne e le mamme, con antichi utensili, lavavano, stendevano, cardavano, pettinavano e filavano la lana, prima di tesserla per farne indumenti, coperte e biancheria per la casa. Per questa ragione trovai molto interessante, anche per la pazienza delle figuranti che spiegavano le fasi di lavoro, le scene dove una giovane donna stirava con un antico ferro riscaldato con la brace, mentre un’altra lavava, con impegno, dei panni dentro un contenitore in pietra. La lavandaia aveva cura di tenere il fuoco acceso per scaldare l’acqua in una caldaia in rame. La osservavo mentre raccoglieva con attenzione la cenere per poi metterla sopra un panno, che ricopriva un contenitore in terra cotta colmo di biancheria lavata su cui versava l’acqua calda al fine di sbiancarla. Da un’apertura posta alla base del cofano colava l’acqua che veniva raccolta in un recipiente in coccio per usarla per lavare i capelli. Capii, finalmente, il significato di lisciva e la fatica che si faceva per avere la biancheria candida.
Nel vedere i giovani addetti alla costruzione delle candele, che, in verità, avevano un aspetto piuttosto irregolare e tendevano ad allargarsi in modo eccessivo verso il basso, immaginai le antiche case senza la corrente elettrica e come le persone che le abitavano riuscivano comunque a fare tante cose come leggere, ricamare. Un tocco eccelso lo ritrovai nell’annunciazione, scena dai colori pastello, che evidenziava la spiritualità di bambini angeli preganti con Maria adolescente. La narrazione di un annuncio di grandezza assoluta era così bella che mi sembrava ammantata da un velo di trascendenza.
Mi riportò alla realtà il rumore di un forte battere di un martello sull’incudine che mi condusse all’officina del fabbro, intento a forgiare dei metalli arrossati dal calore di un fuoco tenuto vivo da un mantice azionato da un attento apprendista del mestiere. La recitazione era realistica e mi soffermai ad osservare la serietà con la quale erano eseguite le azioni. Dietro l’officina c’era una pianta di limone, che trovava vita in un’aiuola diventata il fondale di un palcoscenico. In bell’evidenza erano disposti gli antichi e arrugginiti ferri da lavoro: picchi, zappe, rastrelli, palette, martelli eccetera.
Laboratori di pittori, scultori e artigiani, erano animati da nuova creatività suggerita, anche, dall’evento e dal tempo che dovevano interpretare.
Gli artigiani, che vestivano i sobri panni che si presumevano in uso fra le persone di circa 2000 anni fa, si affaccendavano nella preparazione di formaggi, orecchiette, minchiareddi diffondendo nell’aria stimolanti aromi.
Nella sua botteguccia, si udiva il ticchettio del martello che usava il calzolaio intento ad aggiustare le scarpe, aiutato da un solerte apprendista che sistemava lesine e spaghi. Il falegname, che non poteva mancare vista la professione di San Giuseppe, continuava piallare e a levigare le superfici degli assi, approntandoli per nuovi manufatti.
Uno scenario sontuoso attirò la mia attenzione portandomi alla festa per il matrimonio di Maria e Giuseppe, che prese con se la sua sposa per ordine dell’Angelo del Signore, allestita, in un clima celestiale, in una corte dalle tante tende, dove i figuranti, molto giovani, dispensavano gentili sorrisi.
Più in là i venditori d’ortaggi, che s’incontravano nelle stradine, dai banchetti, invitavano a gran voce all’acquisto dei loro prodotti creando situazioni veristiche.
Intanto, nella sinagoga illuminata da un candelabro a sette braccia, dei giovani, che impersonavano i sacerdoti, erano intenti alla lettura delle sacre scritture antiche.
La scena della visita di Maria ad Elisabetta, anche lei incinta nonostante l’età, era stata allestita con semplicità e garbo cercando di ricreare la situazione. Le figuranti, sedute, pareva che avessero ben chiare le parti da interpretare, tanto che Elisabetta appariva rispettosa e meravigliata per la visita della madre del Signore. L’ambiente era caratterizzato, come in molte altre scene, da tendaggi, pochi suppellettili, come si presumeva poter essere una casa del tempo dei fatti narrati.
Le varie botteghe o i banchetti, approntati allo scopo, riportavano in un’epoca lontana con semplicità e naturalezza.
Delle bravissime ricamatrici creavano i loro merletti e ricami, mostrando con i loro gesti sicuri non solo capacità manuali ma anche grandissima devozione.
I cestai preparavano “cannizzi e panari” di varie forge, alcuni dei quali veramente belli. Una nota d’oriente si avvertiva nel lieve profumo di cannella delle “cartellate” mentre un buon odore di fritto annunciava le “pittole”: attrazione di molti turisti che le gustavano con piacere.
La cosa che maggiormente mi colpiva era l’affaccendamento generale e la partecipazione fatta con il cuore e con la sicurezza che ricreare un clima del tempo della nascita di Gesù era un modo per far rifiorire la fede.
Nella parte più vecchia del borgo m’incantai nell’osservare gli scorci. Seguivo il percorso, attratta dalle affascinanti architetture, quando m’imbattei in dei bottai che, nella semioscurità di una piazzetta, sistemavano doghe e cerchi con martelli di legno. In quello che facevano si coglieva la serietà di chi aveva un incarico importante da portare a termine, infatti, preparavano le botti, forse, in vista del travaso del vino.
Le musiche orientali mi guidarono alla casa di Erode che, pur turbato dalle profezie, dava la sua festa pagana dove si manifestava la corporeità di giovani odalische che danzavano amicanti con gli uomini: che partecipavano consci dei piaceri che avrebbero ricevuto.
Un folto gruppo di pastori, ricevuta la notizia, seguiva la via della cometa per giungere per tempo a godere del fausto evento. Erano impersonati per lo più da bambini che, guidati in formazione, portandosi appresso i loro animaletti, seguivano la stella, per onorare il nascituro Gesù, creando un clima di movimento in tutto il presepe.
La stella si vedeva aldilà della vigna della piazza, simbolicamente piantata nel ricordo dei frutti che sarebbero serviti per l’Eucarestia, bastava seguirla per trovarsi con i greggi al pascolo, l’asinello che, placido per aver condotto alla meta la sacra famiglia, mangiava la sua biada.
Il fascio luminoso della stella invitava oltre l’ingresso del castello facendomi giungere alla stalla, attraverso un percorso che annunciava la poesia dei ricordi biblici. Una scenografia essenziale, captava il clima che poteva ritrovarsi in una stalla dell’antica Betlemme, era stata capace di emozionarmi sia per il simbolismo rappresentato che per il sapiente modo con cui era stata preparata. La scena madre della natività era un gioiello di religiosità che ci riportava alle tracce della storia che raccontava del Natale. L’allestimento era, un misto di spiritualità e povertà. Non rispecchiava appieno il presepio inventato da San Francesco che traslò in un racconto plastico gli eventi di Betlemme e aggiunse degli elementi scenici utili svegliare le coscienze e a dare nuovo spirito alla fede in un periodo d’analfabetismo e d’allontanamento dalla chiesa.
Nel presepio, di Specchia, erano stati rappresentati gli eventi della nascita di Gesù, seguendo lo spirito e gli elementi indicati nei Vangeli, soprattutto in quello di Luca. Il placido bimbo, inconsapevole interprete di Gesù, dormiva beato nella mangiatoia, sopra il vello d’agnello, come se fosse da sempre stata la sua comoda culla.
Così, vista l’eleganza e la religiosità insita in tutto il presepe, mi piace fare un meritato plauso all’Associazione Culturale Sportiva “Eugenia Ravasco” Onlus per aver realizzato l’intero evento del presepe la cui cura della scena della natività era affidata all’architetto Stefania Branca che, coadiuvata, per le voci, da Francesco Ungaro e Edoardo Baglivo, con le sue scelte di semplicità ed essenzialità, ha saputo dare un tocco d’eleganza e di devozione senza orpelli.
In questo periodo di materialismo, dove l’apparire è più importante dell’essere, in cui la religiosità è dimenticata, ho ritenuto molto interessante l’esigenza di una meditazione sulla fede. L’aver trovato, dopo l’ultima scena del presepe, delle “campane” con megafoni direzionali da cui si udiva “il discorso della montagna”, riguardante il concetto del perdono, soprattutto dei nemici, in un ambiente in penombra, è stato molto positivo. Solo chi passava, casualmente, sotto le prime tre campane, sentiva chiaramente il messaggio e sceglieva di fermarsi o di proseguire. Un privilegio che si stemperava all’uscita, quando sotto l’ultima campana, tutti potevano goderne e scegliere di fermandosi ad ascoltare: cogliendo l’occasione di fare una riflessione spirituale.
I Re Magi, mossisi da paesi lontani, portando i loro simbolici doni a Gesù, erano in cammino, seguendo la stella, per giungere alla santa stalla in un rituale di simbolismi, che a noi piaceva interpretare come un messaggio d’invito alla bontà, alla pace e alla riscoperta della spiritualità: fondamento della vita dell’uomo.
Felice d’aver potuto assistere, nello scenario, molto naturale del Borgo antico di Specchia, a questa curata e bellissima IV edizione del “Presepe vivente”, sento di dover rivolgere ringraziamento speciale, per averci fatto sentire magico questo periodo, all’Associazione Culturale Sportiva “Eugenia Ravasco” Onlus in collaborazione con la Parrocchia della Presentazione della Vergine Maria, al Comune di Specchia e GAL Capo S.Maria di Leuca, agli Agorà Canti Antichi, all’Azione Cattolica, all’Associazione San Nicola di Myra, al Coro Jubilate Deo, al Coro Eratùs, al Coro degli Angeli, all’Apostolato della Preghiera, alle Catechiste e alla FIDAS Specchia, alla LILT Specchia, al Piccolo Teatro Spontaneo Specchiese “La Ribalta” e al Volontariato Vincenziane.
A conclusione mi piace citare il bellissimo “Gran Concerto di Natale”, diretto dal M° Deborah De Blasi, con il “Coro degli Angeli” della Parrocchia di Specchia e il Coro Parrocchiale di Taurisano, tenutosi il giorno 4 gennaio 2012 nella Chiesa Madre di Specchia, che ha proposto le più belle canzoni del Natale, donandoci un meraviglioso momento d’armonia. Federica Murgia
Specchia 6 gennaio 2012