Il silenzio della solitudine di Luigi De Giovanni


Evento organizzato in occasione della 14 Giornata del Contemporaneo  promossa da AMACI

IMG_2908Evento organizzato in occasione della 14 Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI
Il silenzio della solitudine di Luigi De Giovanni
A cura di: Federica Murgia – e20cult – Sutta Le Capanne du Ripa
Sutta le Capanne du Ripa Piazza del Popolo 21A e Studio 22 Piazza del Popolo 22 Specchia Lecce
Apertura Mostra:
13/10/2018 ore 10:00

L’evento è organizzato in occasione della 14 giornata del contemporaneo promossa da AMACI

e20cult – Sutta Le Capanne du Ripa

13 /25 ottobre 2018
Allestimento: Architetto Stefania Branca
Il silenzio della solitudine porta l’artista a riannodare i fili dei suoi pensieri per ancorarli nella memoria e farli riemergere nel momento creativo in climi che raccontano dialoghi interiori: angosce esistenziali o ricerca di sprazzi di aspettative che necessitano d’essere fissate per uscire dai tormenti. Grovigli di sensazioni s’incrociano in racconti che trovano le linee conduttrici in garze che, ricoprendo antichi intrecci di canapa o fili del ricordo, suturano le ferite del tempo che ha deluso i sogni. Per l’artista la ricerca dell’Io si fa urgente in pennellate e segni che vogliono ammantare lo smarrimento creato dagli eventi. Così i fogli si riempiono di filati e colori: di storie che sgorgano accavallandosi e saldandosi precipitosamente sino trovare la conclusione in una catarsi che porta Luigi De Giovanni a sprofondare nei meandri dei suoi turbamenti per ritrovarsi in sensazioni di pacato rasserenamento e di sottile gioia di vivere. I racconti si librano e i fogli prendono vita su stenditoi che attraversano lo spazio seguendo il ritmo di una brezza di speranza che va oltre il tempo per dare, finalmente, voce al silenzio della solitudine.
Attività collaterali
Alle ore 18:30 Reading poetico–letterario, degli autori de “Il Raggio Verde Edizioni, sul tema della solitudine.
Per informazioni
• Telefono: 329 2370646
• Email: lmfedeg@libero.it
• Sito Web: http://www.degiovanniluigi.com/

Anche l’artista Luigi De Giovanni è presente in mostra a Londra nella Royal Opera Arcade Gallery


Anche l’artista Luigi De Giovanni è presente in mostra a Londra nella Royal Opera Arcade Gallery

InvitoLondra

La pittura di LuigiDe Giovanni trova ispirazione nelle variegate sfumature della natura che l’artista interpreta poeticamente sino a coglierne l’essenza e lo spirito intrinseco. Nelle opere, realizzate “en plein air”, vibrano i colori che, diventati tracce dei pensieri, si materializzano in un susseguirsi di segni essenza dell’animo e della mutevolezza della luce. Luigi De Giovanni, Diplomato all’Istituto d’Arte di Poggiardo e all’Accademia di Belle Arti di Roma ha al suo attivo numerosissime mostre in Italia e all’estero.

Comunicato stampa
Itinerari: Firenze – Londra.
Rassegna di arti visive internazionale
Un incontro di gallerie fiorentine che presentano uno spaccato d’arte contemporanea, nella Royal Opera Arcade Gallery, prestigiosa location londinese.
Lunedì 21 Maggio 2018 alle ore 18:00, si inaugura, presso la Royal Opera Arcade Gallery di Londra, una grande mostra di artisti internazionali presentati dalla galleria Mentana di Firenze in collaborazione con Marina Volpi di Artexpertise di Firenze.
Tra gli artisti presenti in mostra Sergio Benvenuti, Luigi de Giovanni, Bianca Vivarelli
Opening: Lunedì 21 Maggio 2018 alle ore 18:00
La mostra sarà visitabile fino al 26 maggio 2018.
Indirizzo: Royal Opera Arcade (ROA) Gallery, 5b Pall Mall, St. James’s, London SW1Y 4UY, Regno Unito
Telefono: +44 20 7930 8069
http://www.galleriamentana.it/
galleriamentana@galleriamentan.it +39 3351207156

http://www.artexpertise-firenze.com
mvolpi.artexpertisefirenze@gmail.com 3420739665

MU.VE Museo di Arte Moderna Modigliana Personale di Luigi De Giovanni


MU.VE Museo di Arte Moderna Modigliana. INCLUSIONE CON L’ARTE

Sorgente: MU.VE Museo di Arte Moderna Modigliana

MU.VE

Museo di Arte Moderna

Modigliana

 

Inclusione con l’Arte

 

Stimolati dal clima spirituale del Natale che ci apprestiamo a festeggiare, a Modigliana (FC), mercoledì 6 dicembre 2017, nel salone <<Don G.Bossetti>> del Circolo Anspi <<IL CENTRO>>, alle ore 20,30 ci sarà la presentazione della mostra <<Inclusione con l’Arte>> promossa dalla Coop. Kara Bobowski. La serata proseguirà con la conferenza: <<Il Bell’Annuncio>> Riflessioni su Bibbia e Arte tenuta dal Prof. Giovanni Gardini vicedirettore del Museo Diocesano di Faenza – Modigliana.

Più attività per parlare di un unico tema riguardante la bellezza della spiritualità intrinseca nelle cose del creato e dell’ingegno, tangibile nel percorso di inclusione che termina con una mostra molto significativa sotto il profilo umano e sociale  in quanto fa emergere lo specialistico e affettuoso lavoro con  gli ospiti della Coop. Kara Bobowski, nonché la professionalità degli artisti che con umanità, affettività e donazione hanno guidato la realizzazione dei lavori dei ragazzi capaci di produrre opere molto interessanti e di donare calore umano privo di filtri.

Alle ore 21.30, presso i locali parrocchiali del MU.VE – Museo di Arte Moderna – si inaugurerà la mostra personale di Luigi De Giovanni che presenta opere riconducibili ai suoi paesaggi dell’anima. L’artista racconta percorsi tortuosi che si esaltano nella bellezza struggente degli argentei ulivi che trovando spazio fra i sassosi scorci del Salento sino a caratterizzarlo e a dargli quella spiritualità tipica della luce mediterranea. L’istintività che porta a cogliere l’essenza delle cose si trasforma in pennellate secche e spontanee che seguono le linee sino a cogliere la vibratilità della luce che nell’attimo rende la realtà. Luigi De Giovanni con la sua pittura fa un canto alla natura, esaltandone gli scorci in un concento di colori e nei contrasti a volte bruschi che sfumano in poetici toni sino a trovare il mare che riverbera luci d’inusitata bellezza o diradamenti di armonie cromatiche che danno  spazio all’immaginazione. Le opere in mostra parlano di una terra arsa, scolpita dal vento e dalle intemperie; dove gli ulivi contorti e nodosi raccontano la struggente bellezza del luogo e la sofferenza dei contadini che da sempre li hanno curati con amore sino a farli assumere le forme che incantano oggi. Pennellate veloci e incisive sono la trascrizione dei discorsi che De Giovanni fa con la natura sino a ritrovare l’Humus che l’ha nutrito e che gli fa percepire la spiritualità dei luoghi da lui amati e indagati. Dalle campagne arrivano i fiori spontanei delle composizioni floreali, che nella loro splendente e multicolore bellezza ripercorrono la caducità e la poesia della vita sino a diventare una riflessione con la spiritualità e il mistero del discorso fatto con i colori che, nel procinto del Natale, rendono il bello per ricondurre alla temporaneità delle cose del mondo: all’importanza dell’essere piuttosto che dell’apparire. Le opere presenti in mostra al MU.VE sono state create dall’artista in un crescendo emozionale che racconta lo spirito che alberga nei paesaggi salentini.    Federica Murgia

Dicembre 2017

 

 

 

“Firenze incontra Roma”


Galleria d’Arte Mentana di Firenze

Piazza Mentana 2/3r

In collaborazione con

Tornatora Art Gallery di Roma

Via del Serafico, 108/120

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Presenta

“Firenze incontra Roma”

Rassegna di arti visive contemporanee

Inaugurazione: Giovedì 10 settembre ore 18:00

Artisti in mostra:

Angela Audibert Beltramo, Anna Lisa Carta

Francesca Coli, Fabio Benedetti

Ida Coppini, Jacques Lamotte

Margaret Karapetian d’Errico – Antonio Lucarelli

Luigi De Giovanni, Lorenzo Romani

Ugo Di Pasquantonio, Renzo Sbolci

Annie Gheri, Vivien Schmidt

Arjun Ghosh, Audrey Traini

Francesco Gibertoni Barca, Bianca Vivarelli

Francesca Guetta

Marlene e Rolf Horn

Dal 10 al 29 settembre 2015

Ingresso Libero – tutti i giorni dalle 9:30 alle 19:00

Info: spaziotornatora@gmail.com

info: 348 4956182; 347 3695423

Le vie dell’arte


leviedell'arteGalleria Mentana – Firenze

P.zza Mentana 2/3 r – 50122 (Firenze)

tel. 055.211985 – Fax. 055.2697769

http://www.galleriamentana.it

galleriamentana@galleriamentana.it

Le vie dell’arte

Inaugurazione: Sabato 8 novembre 2014 ore 18.00

La storica galleria d’arte Mentana,opera nel cuore del centro storico di Firenze, nell’omonima piazza tra il Ponte Vecchio e la galleria degli Uffizi. Oltre ad interessarsi di artisti storicizzati, la galleria si occupa in particolare di promuovere e divulgare nuovi talenti dell’arte contemporanea.

art Director, Giovanna Laura Adreani

Interno Galleria

Artisti:

Carlo Guidetti – (ITALIA) – Archeologia agricola – Digitale su pannello

Cornel Vana – (ROMANIA) – Concerto, olio su tela.

Yasuyuki Saji – (GIAPPONE) – Donna con abito rosso – Olio su cartone telato

Luciano Borin – (ITALIA) – Le amiche – Pastello su carta

Orario: 11.00/13.00 – 16.30/19.30

Domenica e lunedì mattina chiuso

Sabato mattina su appuntamento

la mostra sarà visitabile

fino al 30 novembre 2014

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Individuazioni Internazionali anche Luigi De Giovanni


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Galleria D’Arte Mentana

P.zza Mentana 2/3 r – 50122 (Firenze)

telef. 055.211985 – Fax. 055.2697769

http://www.galleriamentana.it

galleriamentana@galleriamentana.it

Individuazioni Internazionali

inaugurazione: Sabato 20 Settembre 2014 Ore 18.00

La mostra sarà visitabile fino al 13 Ottobre 2014

La galleria d’arte Mentana di Firenze, dà inizio alla nuova stagione

espositiva con questa importante mostra dal titolo “Individuazioni Internazionali”.

La rassegna è curata dalla direttrice artistica Giovanna Laura Adreani ed ha come obiettivo la presentazione di artisti contemporanei di culture e provenienze geografiche differenti, che hanno in comune i fermenti e le innovazioni delle arti visive contemporanee. In parallelo alla rassegna Individuazioni, il giorno 11 Ottobre, la galleria Mentana parteciperà alla Giornata del Contemporaneo indetta da AMACI, associazione dei Musei Italiani, che coinvolgerà 26 spazi museali del nostro territorio. Questa occasione farà si che le opere in mostra siano motivo di segnalazione nell’ambito museale e del relativo data base del comitato scientifico.

Art director, Giovanna Laura Adreani

Artisti: Spazio Galleria (interno galleria)

Paco Seoane (Spagna)

Eva Sánchez Benítez (Spagna)

Frank Sisca (italia)

Fanny Horowitz (israele)

Irene Papini (italia)

Jack Ronnel (israele)

Alessandro Mattia Mazzoleni (italia)

Hilda Vidal (Cuba)

Artisti: Interno Saletta

“Saletta Mentana”

LUIGI DE GIOVANNI (Italia)

FRANCESCA GUETTA (Italia)

Norma DURE’ (Argentina)

MARIA ZASlAVSKAYA – ElENA PRIMASHOVA (Russia)

GIAMMARCO AMICI (Italia)

MARGARET KARAPETIAN (Iran – Italia)

ANNA LUISA ROMA (Italia)

La mostra sarà visitabile nei seguenti orari: 11.00/13.00 – 16.30/19.30

Domenica e Lunedì mattina chiuso

Sabato mattina su appuntamento

“SPECCHIAmoci… nei libri 2014”


“SPECCHIAmoci… nei libri 2014”
17 maggio alle 10.30

Gli alunni delle III classi della
Scuola Secondaria di Primo Grado di Specchia
incontrano
Nicola Santoro autore di “Internato 159534”
“testimonianze di Nicola Santoro e Fernando Simeoni,
militari internati italiani nei campi nazisti, Il Raggio Verde edizioni

L’Associazione Culturale “E20cult” – sez. di Specchia, con il patrocinio del Comune di Specchia, dà avvio al suo complesso e articolato progetto “SPECCHIAmoci… nelle pagine”, ideato al fine di favorire e stimolare l’abitudine alla lettura , considerata elemento chiave della crescita personale, sociale e culturale.
Il primo, di numerosi e diversificati appuntamenti vedrà protagonisti i ragazzi della classe terza della Scuola Superiore di Primo Grado “Don Luigi Sturzo” di Specchia, in un vero viaggio nella memoria, nel quale saranno accompagnati da una guida davvero unica, Nicola Santoro, che porterà la sua testimonianza diretta.
Nicola Santoro e Fernando Simeoni sono stati due militari italiani durante la seconda guerra mondiale. Dopo l’armistizio, firmato dall’Italia l’8 settembre del 1943, alcuni soldati italiani furono catturati, rastrellati e deportati nei territori del Terzo Reich. A quel tempo Nicola Santoro aveva solo 19 anni e oggi, a novant’anni, dedica il suo tempo al recupero della memoria per testimoniare ai giovani le atrocità della guerra e dell’esperienza della prigionia che lui ha condiviso con Simeoni, scomparso nel 2010.
E sabato 17 maggio alle 10.30 porterà il suo racconto ai giovanissimi studenti di Specchia, dove presenterà il suo libro “Internato 159534”, edito da Il Raggio verde edizioni.
É un libro che vuole rompere il silenzio e far conoscere le vicende che Nicola e Fernando e molti altri hanno vissuto sulla propria pelle. “Insieme, danno voce alla tenace, coraggiosa, non minore “Resistenza” degli IMI (nome dato dai nazisti ai soldati catturati e deportati), che in stragrande maggioranza non cedettero alla proposta di continuare la guerra accanto ai nazisti.- si legge nell’introduzione del presidente del consiglio regionale di Puglia Onofrio Introna. Sarebbe stata la salvezza: non più “schiavi di Hitler”, via dal filo spinato, dagli appelli al gelo, dal lavoro coatto, dal digiuno la domenica – perché non si lavorava – meglio nutriti, meglio vestiti, niente botte per un pastrano. Nonostante tutto, dissero “NO”. Il dato principale della vicenda degli IMI è il massiccio rifiuto di collaborare coi tedeschi e i fascisti. 600mila italiani di ogni Arma, Corpo e grado preferirono affrontare, consapevolmente, quelle condizioni impossibili. A costo di 20 mesi di stenti in Germania, che in 40-50mila pagarono con la vita.
Gli italiani non vollero venir meno al giuramento di fedeltà alle Istituzioni, difesero la dignità personale e l’onore delle forze armate italiane. Si opposero alla violenza, tennero idealmente alto il vero Tricolore, preferirono affrontare le sofferenze piuttosto che tornare a combattere a fianco di chi negava i diritti umani e in Russia aveva mostrato ai nostri soldati il volto di massacratori senza pietà di ebrei e slavi. In questo senso gli IMI entrarono a pieno diritto nella Resistenza.”

Un volume che Nicola Santoro dedica a tutti coloro che hanno un ruolo nella società e nelle istituzioni, affinché ogni loro decisione sia assunta sempre nel rispetto della vita e della dignità altrui. Nato a Cursi il 22 febbraio 1924, secondo di sette figli, fu arruolato nel 1943 con l’incarico di marconista del Genio Militare presso la caserma di Udine. Fatto prigioniero trascorse due anni circa nel campo di lavoro di Treuenbrietzen. Dopo la sua liberazione, dal 1948 al 1979, lavora presso le Poste Italiane prima come impiegato poi come direttore. Da sempre antifascista ha militato nel partito della Democrazia Cristiana e si è impegnato nel suo paese come amministratore comunale dal 1955 al 1975.
Fernando Simeoni nasce il 12 dicembre 1923 a Civitavecchia dove muore nel 2010. Segnalatore della Marina Militare venne fatto prigioniero nel 1943. Dopo circa due anni di prigionia, al suo rientro in Italia non trovò più i suoi genitori morti durante un bombardamento anglo-americano. Venne assunto in servizio al Comando Generale della Scuola di Guerra di Civitavecchia come coadiuvatore superiore fino al momento del pensionamento.

Gli alunni delle III Classi della Scuola Secondaria di Primo Grado di Specchia incontreranno Nicola Santoro, che ha vissuto la terribile esperienza della prigionia nei campi di lavoro nazisti, autore del libro “Internato 159534” “testimonianze di Nicola Santoro e Fernando Simeoni, militari internati italiani nei campi nazisti, Il Raggio Verde edizioni.
Con la sua testimonianza, oggi confluita nelle pagine di “Internato 159534”, Nicola Santoro fa chiarezza su quello che fu la vicenda degli IMI.
I.M.I. fu il nome dato dalle autorità tedesche ai soldati italiani catturati, rastrellati e deportati nei territori del Terzo Reich nei giorni immediatamente successivi alla proclamazione dell’Armistizio di Cassibile (8 settembre 1943). Nicola Santoro nel 1943 aveva appena 19 anni e si ritrovò a condividere l’atroce esperienza della prigionia insieme a Fernando Simeoni che tenne un diario che integra il volume “Internato 159534” .
Simeoni è scomparso nel 2010 e se fosse ancora vivo condividerebbe la missione che Nicola oggi novantenne dedica al recupero della memoria per testimoniare ai giovani tutta l’atrocità della guerra. “Questo libro che raccoglie le memorie di Nicola Santoro, internato 159534, fornisce un contributo di grande rilievo per la conservazione della memoria delle vicende per troppo tempo dimenticate di questi soldati che lasciati a se stessi dopo l’8 settembre si trovarono ad affrontare da soli la marea montante di una storia che la società avrebbe cercato, subito dopo, di rimuovere. Spiega nella prefazione Loredana Di Cuonzo dirigente scolastica del Liceo Classico “Giuseppe Palmieri” di Lecce, tra gli istituti scolastici che nel corso degli anni Nicola ha voluto visitare, accompagnato dal figlio Edoardo, portando agli studenti del Salento la sua testimonianza di prigioniero nei campi di concentramento tedeschi.
Pagine dolorose della nostra Storia sulle quali è caduto un pesante silenzio. “Delle vicende degli internati militari italiani, infatti, si è tornati a parlare solo poco più di due decenni fa, alla metà degli anni Ottanta. – spiega la stessa Di Cuonzo. Questo silenzio è dovuto anche al fatto che i prigionieri italiani erano stati internati anche dagli alleati in campi di concentramento in molte zone del mondo, questo rallentò molto il loro rimpatrio, ma la motivazione importante di questo silenzio si può ritrovare nelle responsabilità che l’esercito italiano ha avuto riguardo alla tragedia degli I.M.I.: era stato proprio l’esercito ad abbandonarli e per questo si è preferito non pubblicizzarne troppo le vicende dei prigionieri italiani, esaltando invece molto di più l’opera della resistenza armata.”
Un libro che vuole rompere il silenzio. Far conoscere le vicende che Nicola, Fernando e tantissimi altri hanno vissuto sulla propria pelle. “Insieme, danno voce alla tenace, coraggiosa, non minore “Resistenza” degli IMI, che in stragrande maggioranza non cedettero alla proposta di continuare la guerra accanto ai nazisti. – si legge nell’introduzione del presidente del consiglio regionale di Puglia Onofrio Introna. Sarebbe stata la salvezza: non più “schiavi di Hitler”, via dal filo spinato, dagli appelli al gelo, dal lavoro coatto, dal digiuno la domenica – perché non si lavorava – meglio nutriti, meglio vestiti, niente botte per un pastrano. Nonostante tutto, dissero “NO”. Il dato principale della vicenda degli IMI è il massiccio rifiuto di collaborare coi tedeschi e i fascisti. 600mila italiani di ogni Arma, Corpo e grado preferirono affrontare, consapevolmente, quelle condizioni impossibili. A costo di 20 mesi di stenti in Germania, che in 40-50mila pagarono con la vita.
Gli italiani non vollero venir meno al giuramento di fedeltà alle Istituzioni, difesero la dignità personale e l’onore delle forze armate italiane. Si opposero alla violenza, tennero idealmente alto il vero Tricolore, preferirono affrontare le sofferenze piuttosto che tornare a combattere a fianco di chi negava i diritti umani e in Russia aveva mostrato ai nostri soldati il volto di massacratori senza pietà di ebrei e slavi. In questo senso gli IMI entrarono a pieno diritto nella Resistenza.”

Un volume che Nicola Santoro dedica a tutti coloro che hanno un ruolo nella società e nelle istituzioni, affinché ogni loro decisione sia assunta sempre nel rispetto della vita e della dignità altrui. Nato a Cursi il 22 febbraio 1924, secondo di sette figli, fu arruolato nel 1943 con l’incarico di marconista del Genio Militare presso la caserma di Udine. Fatto prigioniero trascorse due anni circa nel campo di lavoro di Treuenbrietzen. Dopo la sua liberazione, dal 1948 al 1979, lavora presso le Poste Italiane prima come impiegato poi come direttore. Da sempre antifascista ha militato nel partito della Democrazia Cristiana e si è impegnato nel suo paese come amministratore comunale dal 1955 al 1975.

Fernando Simeoni nasce il 12 dicembre 1923 a Civitavecchia dove muore nel 2010. Segnalatore della Marina Militare venne fatto prigioniero nel 1943. Dopo circa due anni di prigionia, al suo rientro in Italia non trovò più i suoi genitori morti durante un bombardamento anglo-americano. Venne assunto in servizio al Comando Generale della Scuola di Guerra di Civitavecchia come coadiuvatore superiore fino al momento del pensionamento.

 

Introduzione di Onofrio Introna presidente del Consiglio regionale di Puglia
Giovani, anche giovanissimi, mai vinti, mai piegati. La dignità del nostro Paese l’hanno riscattata per primi, con il “NO!”, dietro il filo spinato, nonostante i momenti di sconforto, sfidando la fame, affrontando le malattie, superando il dolore, le privazioni di una condizione subumana. Erano gli IMI, gli internati militari
italiani nei lager tedeschi. Non prigionieri di guerra, perché catturati quando il Paese non aveva ancora dichiarato guerra alla Germania. Non tutelati dalle convenzioni internazionali. Abbandonati dal proprio governo l’8 settembre. Se non erano stücke (pezzi) come gli ebrei nei campi di sterminio, restavano soltanto dei
numeri. Lavoratori forzati, manodopera non volontaria per l’industria bellica germanica. Nicola Santoro era il 159534 e ha dovuto imparare a declinarlo in tedesco.
Una sequenza impossibile di suoni gutturali. E se non ce la facevi, erano bastonate.
Nel settembre 1943, quando è stato deportato nel territorio del Reich (Né un preavviso né un preallarme – ricorda – all’improvviso non sapevamo da chi doverci difendere, se dagli inglesi o dai tedeschi), “Nicolino” aveva solo 19 anni, ma teneva gli occhi bene aperti sul mondo. E che mondo, devastato dalla violenza.
Ora, a 90, dedica tutte le sue energie alla memoria, alla missione di testimoniare ai giovani che quanto ha vissuto in quegli anni non si deve ripetere.
“Mai più” guerre, odio, distruzioni, ma anche “mai più” un chilo di pane ogni quindici persone o dormire sui trucioli di legno o beccarsi uno schiaffo per aver provato a coprirsi con un pastrano dismesso. Sono solo alcuni episodi dell’esperienza di Nicola Santoro, condivisa col compagno di prigionia Fernando Simeoni. L’amico, scomparso purtroppo nel 2010, tenne un diario di quei giorni, che integra il volume.
Insieme, danno voce alla tenace, coraggiosa, non minore “Resistenza” degli IMI, che in stragrande maggioranza non cedettero alla proposta di continuare la guerra accanto ai nazisti. Sarebbe stata la salvezza: non più “schiavi di Hitler”, via dal filo spinato, dagli appelli al gelo, dal lavoro coatto, dal digiuno la domenica – perché non si lavorava – meglio nutriti, meglio vestiti, niente botte per un pastrano.
Nonostante tutto, dissero “NO”. Il dato principale della vicenda degli IMI è il massiccio rifiuto di collaborare coi tedeschi e i fascisti. 600mila italiani di ogni Arma, Corpo e grado preferirono affrontare, consapevolmente, quelle condizioni impossibili. A costo di 20 mesi di stenti in Germania, che in 40-50mila pagarono con la vita.
Gli italiani non vollero venir meno al giuramento di fedeltà alle Istituzioni, difesero la dignità personale e l’onore delle forze armate italiane. Si opposero alla violenza, tennero idealmente alto il vero Tricolore, preferirono affrontare le sofferenze piuttosto che tornare a combattere a fianco di chi negava i diritti umani e in Russia aveva mostrato ai nostri soldati il volto di massacratori senza pietà di ebrei e slavi. In questo senso gli IMI entrarono a pieno diritto nella Resistenza.
Finita la guerra, sulla tragedia calò un silenzio complice, per tante ragioni, per tante convenienze.
Testimoni come Nicola Santoro e con lui Fernando Simeoni hanno il merito di aver rimosso quel silenzio e continuano a farlo. La loro voce è quella di un’Italia coraggiosa, civile, responsabile, che ci auguriamo possa
ispirare le nuove generazioni.

 

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